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ABERANDA KAROLI LWANGA NA BAGENZIWE BAPFIRIYE IMANA (mu Bugândá)

Namugongo.pjgCharles LwangaMenya neza:
Inama y’Abepiskopi Gatorika b’Uburundi n’Urwanda (ACOREB) bahisemwo guhimbaza Umusi mukuru wa Karoli Lwanga na bagenzi be, Abamaratiri b’i Buganda, (usanzwe uhimbazwa ku wa 3 Ruheshi) ku musi w’Imana wa mbere ukurikira Imisi Mikuru y’inyuma ya Pentekoti, iyo ata wundi musi mukuru uhari.
Mu Burundi rero ejo bazohimbaza Abamaratiri b’i Buganda nk’Umusi Mukuru cane.

IGISOMWA CA MBERE

Ivyo dusoma mu gitabu ca kabiri c’Abamakabe(7, 1-2. 9-14)

Ha kurenga ku mabwirizwa ya ba Sokuru, twopfuma dupfa

Umusi umwe, abavukana indwi bafatwa kumwe na nyina wabo ; umwami Antiyokiya yashaka kubahatira ku nyama z’ingurube itegeko ribuza, abagomorerako ababakubita inkoni n’ibiboko. Umwe muri bo arabaserukira ati : « Mbe ushaka kutubaza iki ? Ha kurenga ku mabwirizwa ya ba data, twopfuma dupfa. » Uwa kabiri na we, mu gihe yariko aracikana, avuga ati : « Wa mugesera we, udukuye muri ubu buzima bw’ubu, (suite…)

In Cristo che risorge, la vita trionfa per sempre.

IMG_20170415_232932L’umanità è sempre alla ricerca del senso di tutto ciò che esiste e che avviene nella storia universale e nella vita di ciascuna persona. Ogni popolo ha provato a dare la sua risposta. Noi cristiani questa notte celebriamo il centro della nostra fede. Senza di esso ogni speranza dell’uomo rimane infondata e illusoria. Cristo è risorto dai morti: questo è l’annuncio della salvezza che irrompe nella storia dell’intera umanità, ed è alla portata e a disposizione di chiunque voglia accoglierlo e farlo proprio.

Tra le letture proposte per questa veglia, non manca mai (anzi, non deve mancare) la liberazione dall’Egitto. Gli Israeliti camminarono sull’asciutto in mezzo al mare. Il passaggio del Mar Rosso è l’esperienza tipica (suite…)

«DAVVERO QUEST’UOMO ERA IL FIGLIO DI DIO !»

A. Lambert

A. Lambert RIYAZIMANA

Il passaggio dai due «Osanna» al duplice « Crocifiggilo» nella stessa celebrazione è sconvolgente, ma fotografa una realtà non solo della passione del Signore, ma anche della vita di ogni cristiano. Se seguiamo Gesù, possiamo fare esperienza di essere osannati da alcuni e crocifissi da altri. Quando pecchiamo, dopo aver detto a parole che vogliamo seguirlo, in effetti rinneghiamo e crocifiggiamo il Signore. La domenica delle Palme ci invita a rinnovare la nostra fede e a partecipare intimamente Ila passione, morte e risurrezione del Signore Gesù.

Gesù è stato molto attento a non creare attese messianiche trionfalistiche. Perciò, per lui l’ingresso solenne a Gerusalemme, nonostante l’aria di trionfo, costituisce l’annuncio del Messia, figlio di Davide, che rivendica il trono, non con un cavallo, ma con un puledro. Questo particolare, che richiama il profeta Zaccaria (9,9-10), dice che egli porta non la guerra contro i nemici, ma la pace e la salvezza. Quindi, questo contrasto stridente tra l’ingresso trionfale a Gerusalemme e il racconto della Passione di Marco segna in questa celebrazione l’apice della rivelazione del Figlio di Dio. A Gerusalemme entra il discendente di Davide e la folla lo acclama come il Messia, che ristabilirà il regno di Israele. È l’equivoco che Gesù ha cercato di non alimentare per tutto il tempo della sua azione e predicazione. Qui sembra avallarlo. Perché?

Magari ci capita di invidiare la situazione di primi discepoli, perché pensiamo che avevano tutto come ovvietà, tutto chiaro. Invece, il racconto della passione ci mostra che anche loro hanno avuto dei momenti di incertezza, di scarsità di valutazione della situazione, e quindi, di debolezza. Accanto ad alcuni momenti di illuminazione, hanno pure conosciuto dei momenti di vuoto spirituale. Inizia per Gesù allora la settimana decisiva e sceglie di iniziarla con un’azione simbolica (suite…)