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In Cristo che risorge, la vita trionfa per sempre.
L’umanità è sempre alla ricerca del senso di tutto ciò che esiste e che avviene nella storia universale e nella vita di ciascuna persona. Ogni popolo ha provato a dare la sua risposta. Noi cristiani questa notte celebriamo il centro della nostra fede. Senza di esso ogni speranza dell’uomo rimane infondata e illusoria. Cristo è risorto dai morti: questo è l’annuncio della salvezza che irrompe nella storia dell’intera umanità, ed è alla portata e a disposizione di chiunque voglia accoglierlo e farlo proprio.
Tra le letture proposte per questa veglia, non manca mai (anzi, non deve mancare) la liberazione dall’Egitto. Gli Israeliti camminarono sull’asciutto in mezzo al mare. Il passaggio del Mar Rosso è l’esperienza tipica (suite…)
Jésus ne subit pas sa mort, mais se donne par amour libre, solidaire à notre condition pécheresse pour nous sauver.
Pour découvrir qui est Jésus, il faut oser nous mettre à sa suite sur les chemins de sa Pâque, et contempler avec les yeux de la foi, la gloire du Fils de Dieu qui resplendit au cœur même de la déréliction de sa Passion d’amour. Mieux que tous les autres évangélistes, Jean souligne la manière dont Jésus domine ceux qui semblent disposer de lui. C’est Jésus et lui seul qui dirige les événements selon les desseins du Père, les menant à leur parfait accomplissement. Si l’évangéliste insiste ainsi sur la souveraine liberté de Notre-Seigneur, c’est pour souligner qu’il vit sa Passion comme une offrande d’amour. Judas n’a même pas besoin de livrer son Maître : celui-ci se présente lui-même : « Qui cherchez-vous ? ». Bousculade imprévue ? Surprise devant la sérénité et la maîtrise de celui qu’ils viennent arrêter ? Ou mystérieuse terreur religieuse ? Quoi qu’il en soit, les gardes et les soldats « reculent et tombent à terre », se prosternant sans le vouloir devant la majesté de leur victime.
Comme « le Bon Berger qui donne sa vie pour ses brebis », Jésus protège les siens et les met à l’abri : « Si c’est moi que vous cherchez, laissez aller ceux-ci ». Saint Jean commente : « C’est ainsi que devait s’accomplir la parole que Jésus avait dite : “Je n’ai perdu aucun de ceux que tu m’as donné” ». Par contre pour lui-même, (suite…)
Gesù non subisce la morte, ma si fa obbediente, sin’alla morte, per salvare tutti noi.
Per l’incarnazione Gesù, Figlio di Dio, è veramente uomo come noi e ci ha aperto i tesori della misericordia di Dio. Ha realizzato la nostra salvezza con l’obbedienza al Padre, che lo ha salvato non dalla morte, ma attraverso la morte, e lo ha reso salvatore del mondo. La morte non ha quindi l’ultima parola su Cristo e quanti si sono fidati di lui. Il Venerdì Santo, con la liturgia, la via crucis e le varie processioni o esercizi di pietà, non è fatto per suscitare emozioni e compassione superficiale per le sofferenze di Gesù, ma per meditare e pregare sull’immensità dell’amore che ci a salvati, per ringraziare il Signore perché ha offerto la vita per tutti e per ciascuno, per condividere il suo desiderio di salvare l’umanità e, infine, per decidere di collaborare con lui.
Nel racconto della passione l’evangelista Giovanni smorza tutti gli elementi umilianti dei sinottici Egli vede Gesù come assoluto protagonista degli avvenimenti, che liberamente si insegna, perché deve rivelare la propria identità di Figlio di Dio e prendere possesso del suo regno. Il suo trono è la croce. Dio e prendere possesso del suo regno. Il suo trono (suite…)






