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IDOMINIKA YA 20 YO MU MWAKA (Umwaka B)
IGISOMWA CA MBERE
Ivyo dusoma mu gitabu c’Imigani (9, 1-6)
Muntu utagira ubwitonzi uraza iwanje
Bwitonzi yarubatse ingoro,
ayitera inkingi indwi.
Araheza abaga ibimasa, agana umuvinyu,
ategura ameza.
Hanyuma atuma incoreke ziwe,
asemerera ku mataba y’igisagara ati :
« Muntu utagira ubwitonzi, uraza iwanje ! »
Ibiburabwenge na vyo yabibwiye ati :
« Nimuze mwihereze imfungurwa zanje,
munywe inzoga nabaganiye !
Hebe ubuzeze bwanyu, mubone gukira ;
tumbera inzira y’ubwenge ! »
IZABURI 33 (34) 2-3, 10-11, 12-13, 14-15
Nzoninahaza Umukama na ntaryo,
nzomuhaya ntahengeshanya.
Nanje nyene nzoninahazwa n’Umukama, (suite…)
Se un giorno mi vedrai vecchio….:Lettera di un padre anziano al suo figlio
– Se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi… abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo.
– Se quando parlo con te, ripeto sempre le stesse cose, non mi interrompere… ascoltami, quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finché non ti addormentavi.
– Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare… ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perché non volevi fare il bagno.
– Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l’abc.
– Quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso… dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire: la cosa più importante non è quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti lì che mi ascolti.
– Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo, non trattarmi come fossi un peso, vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l’ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi.
– Quando dico che vorrei essere morto… non arrabbiarti, un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo. Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive.
– Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te che ho tentato di spianarti la strada.
– Dammi un po’ del tuo tempo, dammi un po’ della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l’ho fatto per te.
– Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza in cambio io ti darò un sorriso e l’immenso amore che ho sempre avuto per te.
Ti amo figlio mio.
“Ci hai fatti per Te Signore e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te”.
Un grande e profondo desiderio del cuore umano è la liberta. Ognuno aspira alla libertà. Tuttavia, è da mettere in conto che, sia raggiungerla, sia viverla, è una faccenda costosa. Le cose stanno cosi perché faticoso è il cammino di emancipazione; perché progredire verso la libertà lascia in uno stato di esposizione, come quando ci si arrampica in montagna e, guardando in basso, si prova la vertigine dell’essere sospesi nel vuoto. La libertà è costosa perché richiede l’accettazione della fatica, del rischio, della ricerca ed è priva delle sicurezze che vengono dalle certezze su cui basiamo larga parte delle re abitudini intellettuali e di vita.
Chi ha altre preoccupazioni può essere indeciso, ma chi ha fame sa bene cosa cercare: qualcosa da mangiare. La stessa determinazione e sicurezza nello stilare la lista delle proprie priorità è (suite…)







