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Fidèles au Règne de Dieu et à l’histoire, malgré les adversités. Confiance. Persévérance.
Dimanche passé nous avons entendu comment la fidélité de Dieu est de toujours à toujours. Aujourd’hui, la liturgie nous invite à méditer sur la fidélité de l’homme qui, malheureusement, n’est pas constante. En Jésus-Christ, la miséricorde du Père s’est manifestée dans notre histoire, mais sa venue n’a pas représentée la fin de l’histoire. Le chemin de l’homme continue dans l’aujourd’hui, dans lequel nous sommes appelés à choisir entre ce qui est superflu ou à travailler sereinement, avec persévérance en vue du jour du Seigneur dont nous parle la 1ère lecture. Il nous faut donc être responsable puisque Dieu ne restera pas indifférent à l’injustice, les calculs des mauvais seront sans doute démasqués.
L’attente de l’accomplissement
Ce qui compte, c’est la fin vers laquelle tend toute l’histoire et la sagesse consiste dans le fait de savoir tout subordonner et orienter à cette fin. Les interlocuteurs de Jésus (suite…)
Credere nella risurrezione, è vivere una fedeltà che oltrepassa la morte.
La riflessione sulla propria vita e con essa la paura della morte sono e saranno sempre proprie dell’uomo. Nella liturgia di oggi Gesù dice la sua su questo tema. Come cristiani non siamo chiamati a ricercare prove inconfutabili dell’immortalità dell’anima o a vagheggiare di un aldilà idilliaco. La nostra speranza risiede piuttosto nell’amore di Dio per la vita e nella sua imperturbabilità su questo punto. Sta a noi fare della nostra esistenza e della nostra morte un’immagine vivente di risposta positiva al suo amore.
Gesù: fonte e modello di evangelizzazione
Innanzi tutto è notevole il metodo di argomentazione che Gesù usa. Anch’egli si rivolge alla Torah che per i sadducei era l’unica fonte normativa autorevole e ne cita un versetto (cf Luca 20,37; Es 3,6). Gesù, cioè, entra nella mentalità dei suoi interlocutori, nel loro orizzonte, adotta il loro stesso linguaggio e lì dove solo può essere ascoltato e compreso, propone la sua risposta.
Quante volte le comunità ecclesiali oggi si sforzano di fare quest’operazione con i loro interlocutori? Quante volte a chi contesta l’autorità della Scrittura si risponde partendo dalla Scrittura assunta come autorità indiscutibile? Oppure a chi pone domande esistenziali (suite…)
Nello sguardo misericordioso di Gesù, incontriamo un Dio che cerca e salva ciò che era perduto
II protagonista della liturgia di oggi è il famoso Zaccheo. In lui, pubblicano ricco, si realizza l’annuncio liberatorio che ascoltiamo nella prima lettura : Dio ama tutte le cose che esistono. Non c’è infatti un abisso di corruzione morale abbastanza profondo da impedire al Creatore dell’universo di accoglierci. La nostra conversione è dunque possibile, le uniche condizioni sono il coraggio di ricercare Cristo e la libertà fiduciosa di invitarlo a casa nostra.
Oggi, Gesù incontra Zaccheo, descritto dal vangelo di Luca con titoli che non giocano a suo favore : pubblicano e ricco. In una visione in bianco e nero dei personaggi del vangelo, questa è una pessima presentazione. Ricordando però altri passi, a dispetto delle classificazioni troppo nette, la presentazione di Zaccheo è ambigua.
La presentazione di Zaccheo
Zaccheo è un pubblicano. Anzi, peggio: era “capo dei pubblicani” (Le 19,2). Tuttavia, (suite…)






